All’interno l’aula, piuttosto ampia, si sviluppa su tre campate regolari con copertura a botte lunettata in corrispondenza delle aperture. L’ultima campata con la presenza appena accennata dell’arco trionfale è di dimensioni molto prossime alle precedenti, e risulta voltata con una cupola assai ribassata impostata su quattro pennacchi angolari. Al di sotto di questa ampia cupola si trova la zona presbiterale, aggiornata negli anni ottanta come conseguenza della riforma liturgica proposta nel Concilio Vaticano II. La scansione delle pilastrature quindi, stabilisce un ritmo costante e conferisce alla composizione grande forza ed eleganza.
L’archetipo di riferimento è ancora chiaramente romano, con riverberi neomanieristici dell’inizio del 1500, per quanto concerne la piega che la trabeazione subisce in corrispondenza dell’arco a tutto sesto delle campane laterali.



Dal punto di vista
strutturale la fabbrica consta di muri perimetrali in pietra ora sacco ora squadrata e con le superfici completamente intonacate e stuccate all’interno. Le volte sono costituite da elementi di laterizio disposti in foglio con probabili rinfianchi in corrispondenza dell’attacco alle strutture verticali.
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