L’ordinamento cittadino era affidato ai “meddices”, ma se la magistratura oltrepassava i limiti della città, il potere veniva assunto dall’Embratur (Imperatore). Fu Roma ad ostacolare l’espansione dei Sannitiche, trasversalmente agli Appennini, dominavano con le varie tribù dalle Marche fino alla Calabria e alla Basilicata,ma furono proprio le discordie tra di esse, quelle del piano e quelle dei monti, che obbligarono questo indomabile popolo a chinare la testa; la rialzò reclamando la pari dignità, reclamando gli stessi diritti civili dei Romani, e fu la guerra sociale; Roma tremò, ma quando riuscì a sovvertire le sorti della guerra, Silla seminò nel Sannio la morte, e per non correre più rischi, colonizzò il territorio sottomesso spostando intere tribù romane ed a Triveneto toccò la tribù Voltinia.Fu gioco forze per le tribù indigene assorbire la cultura romana, il cui dominio ci è testimoniato da molti reperti e monumenti storici: pensiamo a Sepino, e per essere più aderenti allo scopo della nostra ricerca,pensiamo alle ville di Canneto ed ai due reperti che l’agro San Giovanni Lipioni ci ha ridato senza che fossero condotte ricerche, non diciamo sistematiche, ma di nessun genere. Il primo studioso che si accorse della straordinaria importanza del ritrovamento fu l’Archeologo G. Minervini, la cui corrispondenza col Dott. E. Braun fu pubblicata dal “Bullettino Inst.” del 1852.
1808
Ci occupiamo ora, saltando qualche anno, di un fatto singolare di cui fù vittima Vincenzo Ninni, esattore del Comune negli anni dal 1806 al 1808. Per un ammanco di cassa, pari a Ducati 94,86, il Ninni venne incarcerato pur protestando con forza la propria innocenza, che verrà dimostrata,poiché quella somma non fu mai acquisita. Non pagarono molti cittadini ducati 77,41 e non pagò il Barone Marinelli ducati 17,45, e l’importo del dovuto dai morosi costituiva la somma mancante.
Il Ninni invierà una disperata istanza di scarcerazione all Intendente, che accogliendola gli suggerisce di adire le vie legali a salvaguardia della sua persona ed onorabilità: una triste storia!

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